Vendere casa in Riviera: prezzo, tempi ed errori da evitare
Vendere casa in Riviera di Ponente non è difficile: le case giuste, al prezzo giusto, si vendono. I problemi nascono quasi sempre da tre cose: un prezzo di partenza sbagliato, documenti scoperti incompleti a trattativa avviata e decisioni prese in fretta al momento dell'offerta. In questa guida vediamo come fissare il prezzo, quanto tempo serve davvero e gli errori che costano di più a chi vende a Sanremo, Bordighera, Ospedaletti, Ventimiglia o Imperia.
Il prezzo: si parte dalle vendite reali, non dagli annunci
L'errore più comune è chiedere troppo “per avere margine di trattativa”. Una casa sopravvalutata riceve poche visite nelle prime settimane, che sono quelle in cui l'annuncio è più visto. Poi resta online, il prezzo scende a rate e chi compra si chiede cosa non va.
Il prezzo si costruisce su dati concreti: le compravendite realmente concluse nella zona, non i prezzi chiesti dagli altri annunci. Un riferimento pubblico sono le quotazioni dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell'Agenzia delle Entrate, divise per comune e per zona. Sono medie: piano, vista mare, terrazzo, box, stato degli impianti e classe energetica spostano il valore anche di molto. Per questo serve una valutazione fatta di persona.
Un dato aiuta a ragionare: secondo il sondaggio della Banca d'Italia sugli agenti immobiliari (2° trimestre 2026), in Italia chi compra ottiene in media uno sconto di circa il 7% sul prezzo richiesto. Uno scarto molto più alto, di solito, vuol dire che il prezzo di partenza era fuori mercato.
Quanto tempo ci vuole
Sempre secondo la Banca d'Italia, nel 2° trimestre 2026 il tempo medio tra l'incarico e la vendita è stato di circa 5 mesi, a livello nazionale. È una media: una casa al prezzo giusto e con i documenti pronti si vende prima, una sopravvalutata o con difformità da sanare molto dopo. A questo si aggiunge il tempo tra compromesso e rogito, che decidete voi e chi compra: spesso dipende dai tempi del mutuo dell'acquirente.
Sette errori da evitare
- Mettere in vendita senza controllare la conformità. L'atto di vendita deve contenere la dichiarazione che la casa corrisponde ai dati e alla planimetria del catasto, altrimenti è nullo (art. 29, comma 1-bis, L. 52/1985), e gli estremi dei titoli edilizi (art. 46 DPR 380/2001; art. 40 L. 47/1985 per gli edifici più vecchi). Una veranda chiusa o un sottotetto trasformato senza pratica, scoperti dal tecnico dell'acquirente, fanno slittare tutto e diventano uno sconto. Meglio una relazione di regolarità edilizia prima dell'annuncio.
- Pubblicare l'annuncio senza APE. La classe energetica va indicata negli annunci di vendita (art. 6, comma 8, D.Lgs. 192/2005) e l'attestato va messo a disposizione di chi compra già durante la trattativa, poi allegato all'atto (art. 6, comma 2). Chi pubblica l'annuncio senza questi dati rischia una sanzione da 500 a 3.000 euro (art. 15, comma 10).
- Dimenticare i documenti di provenienza. Serve l'atto con cui siete diventati proprietari. Per una casa ereditata servono anche la dichiarazione di successione e l'accettazione dell'eredità trascritta: senza continuità delle trascrizioni il notaio non può procedere (art. 2650 c.c.).
- Nascondere le spese di condominio. Chi compra risponde con voi delle spese condominiali dell'anno in corso e di quello precedente (art. 63 disp. att. c.c.): chiederà la situazione dei pagamenti e i lavori straordinari già deliberati. Meglio averli pronti.
- Foto fatte in fretta. Chi compra dall'estero fa la prima selezione dal telefono. Foto con luce naturale, stanze in ordine, planimetria e, se possibile, video o tour virtuale fanno la differenza su chi prenota la visita.
- Accettare un'offerta solo a voce. Le offerte vanno raccolte per iscritto, con prezzo, caparra, condizioni (per esempio il mutuo) e data del rogito. Il compromesso deve essere scritto (art. 1351 c.c.) e va registrato entro 30 giorni. Con la caparra confirmatoria, se chi compra si ritira la trattenete; se vi ritirate voi, ne restituite il doppio (art. 1385 c.c.).
- Non pensare alle tasse prima di firmare. Se vendete entro cinque anni dall'acquisto, l'eventuale guadagno (plusvalenza) è tassato, salvo che la casa sia stata per la maggior parte del periodo l'abitazione principale vostra o dei vostri familiari; le case ereditate sono escluse (art. 67, comma 1, lett. b, TUIR). Con lavori Superbonus conclusi da meno di dieci anni valgono regole particolari (lett. b-bis). Al rogito si può chiedere al notaio l'imposta sostitutiva del 26% (art. 1, comma 496, L. 266/2005). Il calcolo va fatto con il commercialista o il notaio prima del compromesso.
Se vivete all'estero
Potete vendere senza venire in Italia con una procura, che deve avere la stessa forma dell'atto di vendita (art. 1392 c.c.): si firma davanti a un notaio italiano, a un consolato italiano o a un notaio straniero, con apostille e traduzione. Se c'è un mutuo ancora aperto, di solito si chiude al rogito con una parte del prezzo e la banca cancella l'ipoteca con la procedura semplificata (art. 40-bis Testo unico bancario).
Prepariamola insieme
Aquamarina Real Estate vende case a Sanremo, Bordighera e in tutta la Riviera di Ponente dal 2003. Partiamo da una valutazione gratuita e senza impegno, verifichiamo i documenti con i nostri tecnici prima dell'annuncio, facciamo noi foto, video e drone e pubblichiamo la casa in 5 lingue per raggiungere anche chi compra dall'estero.
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Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un notaio, di un tecnico o di un commercialista.
